lunedì 8 febbraio 2010

Magro per Sempre: il Miracolo Avverato





















Immaginare lo Scenario oltre il Problema.

E' una delle tecniche del Problem Solving Strategico che mi affascina di più e che più mi aiuta quando devo focalizzare la mia attenzione su quello che desidero raggiungere.

"Stanotte, mentre dormi, come per magia ... puff! il tuo problema non esiste più. Ti sei appena svegliato. Non lo sai ancora che il tuo problema per miracolo ... puff! non esiste più."

Ti svegli.
Cosa noti di diverso?
Cosa vedi intorno a te?
Come ti muovi?
Cosa fai? Come ti vedi allo specchio?
Cosa di concreto vedresti in te, negli altri, nell'ambiente che ti circonda, nel tuo posto di lavoro?
Come ti salutano i figli, il marito, gli amici, i semplici conoscenti, i colleghi di lavoro, il negoziante?
Da cosa ti rendi conto che il miracolo si è avverato?
Tutti, tutti i più piccoli particolari che ti permettono di comprendere che il miracolo si è avverato, che tu sei Magro/a per Sempre e che ti confermano che veramente il miracolo si è avverato.

E' questa fantasia del miracolo, un gioco di simulazione potentissimo.

Un primo passo verso le profezia che si autoavvera.

Sono Magra per sempre. Com'è la mia realtà?

Questa strategia elaborata da De Shazer nel suo metodo "soluzion focused" è anche una delle strategie utilizzate da Nardone ed ampiamente descritta nei sui libri.

De Shazer scriveva che spesso il prblema si riesce a vedere solo attraverso la sua soluzione e che quando riusciamo a vedere la soluzione siamo già sulla buona strada per risolvere il problema.

Quando lo sconforto ci prende, quando ci sentiamo intrappolati e senza via di uscita, anche solo uno spiraglio di luce, può regalarci la prima direzione verso la quale muoverci.

Anche se ad accomunarci apparentemente è lo stesso ed identico problema: l'essere sovrappeso o decisamente Obesi, la soluzione e la strada da percorrere può essere diversa per ognuno di noi. Perchè ognuno ha una suo personale modo di incasinarsi e di intrappolarsi.

Alcune azioni (mangiare di meno e non abbuffarsi) possono obiettavemente assomigliarsi, ma il vissuto emotivo sarà stettamente personale.

La fantasia del miracolo è efficace e molto potente
  • sia con chi è già riuscito a definire il suo problema e che si trova sulla buona strada per risolverlo, perchè lo aiuta a definirla meglio ed a renderla più concreta, realistica e raggiungibile.
  • sia con chi vede tutto buio, confuso, angosciante, perchè lo aiuta a trovare spiragli che poi diventeranno porte che si aprono su strade e sentieri da percorrere.

... Continua ...

Enrica

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domenica 7 febbraio 2010

Problema? Risolviamolo con un Sorriso!


Sorridiamo !!!
Trovato per caso. Non ho resistito e ve lo regalo.
Enrica
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venerdì 5 febbraio 2010

Self-Help ed Obesità


Abbiamo detto che il Vero Cambiamento (vedi qui, qui e qui) avviene quando riesco ad uscire fuori dal Sistema autoincasinante nel quale mi sono ficcato e faccio un salto di qualità, di livello.
Ora domandiamoci:
E' possibile se mi sono intrappolato in un sistema che mi ingabbia uscirne da solo? E' possibile se da sempre sono obeso, se da sempre mi abbandono ad abbuffate compulsive, se da sempre tampono l'ansia mangiando spropositatamente, se da sempre non riesco a resitere al piacere del cibo, cambiare da solo?
Scrive Giorgio Nardone:
"Di conseguenza, si può ritenere possibile, anche se più difficile nella sua applicazione, costruire una sorta di modello per la logica dell'autoinganno terapeutico.
Alcuni autori, come ad esempio quelli di chiaro orientamento sistemico, affermano che ciò non può essere possibile perchè il soggetto è all'interno del suo sitema e non può uscire da questo per introdurvi nuove retroazioni che conducano a un reale cambiamento.
... è vero anche che l'uomo può evitare di crearsi la palude nella quale poi cadere.
Con ciò si vuol affermare che ci sono molti gradi di difficoltà e di problematicità fino alla patologia, ciò che fa la differenza è il livello nel quale il soggetto si trova; è evidente che quando il livello di disagio è elevato, l'autoguarigione è decisamente improbabile.
Ma quando il livello di difficoltà patogena non è giunto alla costruzione di un rigida modalità percettiva -- reattiva, riteniamo non solo possibile, ma auspicabile il ricorso a strategie di autoinganno terapeutico. Poicè se ciò funziona, la persona ne guadagna in autostima, senso di competenza personale e reali risorse di problem-solving. "
(Psicosoluzioni di Giorgio Nardone in BUR, pag 106-107)
La possibilità di crearsi una nuova realtà, di dimagrire uscendo fuori dal sistema nel quale ci siamo autoincasinati, di trovare la soluzione al problema Obesità è concreto è possibile.
Puoi quindi provarci, ma con la consapevolezza che potresti renderti conto di aver bisogno di un aiuto.
Osserva e definisci il tuo problema. Prova a cercare in questo Blog suggerimenti e stimoli che ti facciano scattare quel quid che ti permette un primo passo concreto verso il cambiamento.
Ma se ti dovessi rendere conto che proprio ti è impossibile perchè il dolore, la rabbia, la paura ti bloccano, molto semplicemente, chiedi aiuto.
Con molta onestà, so, sulla mia pelle, che è possibile farcela da sola. Ero obesa, ingabbiata in un sistema rigido di diete ed abbuffate ed oggi non lo sono più.
Ma so anche che per un'altro tipo di "ingabbiamento" da sola non ce l'ho fatta. Ero troppo impantanata per vedere chiaramente la palude.
E' stata sufficiente una mano per vedere più chiaramente e proseguire da sola.
Enrica
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mercoledì 3 febbraio 2010

Definire il Problema




L'altro giorno ho scritto che il Primo vero passo per operare un cambiamento è "Definire il Problema".

Leggendo alcuni commenti (email e diari pubblici) mi sono resa conto che forse non sono stata chiara. Alcuni hanno infatti confuso la definizione del problema con la descrizione dell'obiettivo che si vuole raggiungere.



Definizione della parola Problema:
Questione da risolvere partendo da elementi noti mediante il ragionamento, e per la quale si propongono soluzioni. Problema di aritmetica, di geometria, di algebra. Formulare, impostare, risolvere un problema. I dati del problema = gli elementi noti. Questione, situazione difficile o complessa di cui si cerca la soluzione (circolare in auto è un problema). Persona misteriosa o incomprensibile, il cui comportamento mette in difficoltà (quella ragazza è un problema)
Dal greco pròblema, da proballo = metto avanti, propongo. (Vocabolario Gabrielli)

Alcune domande da porsi per definire il Problema:

  • Qual'è realmente il problema
  • Dove si verifica
  • Quando si verifica
  • Come si manifesta
  • Chi coinvolge
  • Cosa faccio
  • Come mi comporto concretamente

Una possibile descrizione di un Problema potrebbe somigliare a quanto mi ha scritto una lettrice:

Sono grassa, ho almeno 30 Kg in più. Mangio in maniera eccessiva, me ne accorgo, ma non riesco a limitarmi. Mi succede soprattutto quando sono sola. Entro in cucina e comincio ad aprire tutti gli scomparti alla ricerca di qualcosa. Poi apro il frigo. Lo richiudo, e torno ad aprirlo. Se ci fosse una telecamera vedrebbero una donna trasandata, che cerca disperatamente qualcosa. Quindi comincio a prendere quello che trovo ed in piedi, appoggiata al lavandino, a volte anche con le mani, comincio a mangiare. Ecc. ecc.

La cucina è in disordine. Il tavolo ingombro.

Se aspetto il ritorno del marito e dei figli, all'improvviso è come se mi risvegliassi e mi precipito a mettere in ordine e far sparire i residui della mia orgia mangereccia solitaria. Ecc. ecc.

Se si cerca la soluzione senza aver chiari i termini del problema si corre il rischio di fissare obiettivi e microobiettivi non adeguati al problema.

Fino a quando non avrai chiaro il tuo Problema ti sarà impossibile rispondere alle domande:

Che cosa posso fare?
Come lo posso fare?

Fermarsi a riflettere su questo primo passo non è tempo perso, perchè come diceva Benedetto Croce "Definire bene un problema è in gran parte averlo risolto".

Enrica

04/02/2010 ore 10,55 PS: Come ho appena scritto in un commento:

una telecamera che mi riprende non può riprendere i miei pensieri, ma solo le azioni che sto facendo, il contesto in cui lo sto facendo, le parole che dico (se c'è anche l'audio), le espessioni che faccio, le persone che eventualmente mi circondano ecc ecc.
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Il Piacere di Cenare in un Posto Speciale


Questa è, lo confesso, "PUBBLICITA'".
Pubblicità meritata, che sento proprio il bisogno di fare.

Ieri sera abbiamo completato la giornata cenando in un Posto Speciale che sa coniugare il Piacere del Palato con il Piacere dei Colori ed il Piacere dell'Accoglienza.

Le immagini sono tratte dal loro sito, che vi invito a visitare.
Così come vi invito, se siete romani, o se vi capiterà di passare da Roma, di affacciarvi in questo locale.
Vi accoglierà una piacevolissima molteplicità di colori solari. Il preludio ad una serata piacevole, dove è impossibile non sorridere alla vita ed al piacere del palato.
Enrica
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martedì 2 febbraio 2010

Il Gruppo di CambioTesta

Credo che sia arrivato il momento di dare una connotazione più funzionale al Gruppo di CambioTesta.

Ho già raccontato a chi si è iscritto che la decisione di aprire il Gruppo è nata "per un errore di valutazione".

Ma ora c'è e vorrei poterlo usare in maniera funzionale, senza fare doppioni con questo Blog.

Il Gruppo è uno strumento e come tale voglio usarlo. Mi consente di pubblicare cose che il Blog non mi consente di fare, per esempio un documento in PDF.

Sto mettendo in ordine tutto quello che ho scritto fino ad ora. A volte di getto, a volte meditando molto. Che fatica leggere questo blog. Di materiale ce n'è tanto, ma tutto disperso. Ci sono anche cose che meritano aggiustamenti e correzioni.

Sto trasformando i post in "documenti". Ne verranno fuori tanti piccoli fascicoletti ordinati che pubblicherò tramite il Gruppo di CambioTesta.

Oggi non mi è possibile, fra dieci minuti scappo perchè mio figlio si Diploma al Centro Sperimentale di Cinecittà :-)))) (come sono contenta per lui - era quello che sognava e se lo è conquistato tutto da solo), ma domani pubblicherò le slides che ho utilizzato per il seminario.

Un mini regalo per chi ci è stato e un mini regalo per chi non ha potuto, ma avrebbe desiderato esserci.

Enrica
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lunedì 1 febbraio 2010

Definire il Problema


Chi ben parte è a metà dell'opera.

Stabilito che voglio fare un Cambiamento Vero (vedi qui, qui e qui). Che quello che voglio è Diventare Magra per sempre. E che voglio mettermi in gioco, è necessario a questo punto per partire con i giusti mezzi che mi consentano di effettuare il viaggio, definire con esattezza il problema.

Ma come direte voi. Non è sufficiente il fatto che devo Dimagrire. Sono i 20 (o 30 o 40) Kg in più il problema!

No. Non è sufficiente. E' emerso molto chiaramente ieri che ognuno di noi, pur accumunati da una situazione simile (il Sovrappeso) abbiamo però problemi diversi.

Non è la "realtà obiettiva" ma il nostro vissuto che è importante.

Definire chiaramente il problema e le sue caratteristiche, permette di non perdere tempo in tentativi inutili di cercare di risolvere qualcosa, per poi rendersi conto dopo, che un'altra azione sarebbe stata di gran lunga più efficace.

Chi cerca la soluzione al suo malessere senza aver ben chiaro qual'è il suo problema, di solito ha delle convinzioni, dei preconcetti, una sua immagine della realtà e sarà influenzato da questa.

Un esempio concreto:

Ho parlato con una persona che desiderava partecipare al Workschop.

Questa la descrizione iniziale del problema:

Non riesco più a dimagrire. Non sono particolarmente sovrappeso, ma voglio dimagrire ancora un poco perchè c'è una disarmonia fra la mia parte superiore e quella inferiore. Ho già fatto diete, liposuzione, ginnastica, massaggi. Sono sicuramente migliorata, ma continuo a vedermi brutta e non riesco proprio a piacermi.

Dopo una lunga chiacchierata (mirata) il problema è diventato: Il mio problema è che semplicemente non mi piaccio e non so cosa fare per fare pace con il mio corpo.

Ho consigliato a questa persona di non venire al Workshop e di farsi aiutare in altra maniera. Lei stessa è arrivata a capire che il Problema non era "non riesco più a dimagrire".

Quindi: se vuoi darti da fare per un cambiamento concreto e reale, FERMATI.

Definisci il tuo Problema.

Definiscilo con il maggior numero di descrizioni possibili, guardandolo da tutte le angolazioni. Prova anche vederti come ti vedrebbero gli altri. In maniera concreta e non fumosa.

Non è sufficiente dire "mi abbuffo". Ma come ti abbuffi, quando lo fai, se sei sola o in compagnia, se ti siedi, se mangi con le posate o usi le mani.

Nardone definisce questa tecnica "Partire dopo per arrivare prima"

Una buona maniera per rendere più semplice il compito è quella di immaginare una telecamera che ti riprende.

Descrivi tutto quello che la telecamera vede. Descrivila come se l'attore che poi dovrà rappresentarti non possa vedere le riprese e deve solo dalla tua descrizione riuscire a ricostruire tutto di te. Emozioni che provi, gesti che compi, contesto nel quale sei.

Esercizio che merita di essere ripetuto fino a quando non sei sicuro, perchè avere ben chiaro il problema può permetterti di scoprire angolazioni che non avevi preso in considerazione e che ti suggeriscono soluzioni che non avevi valutato.

Perchè, chi ben parte è a metà dell'opera.

Enrica


Bibliografia: Problem Solving Strategico da tasca, Giorgio nardone, Ponte alle Grazie
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Workshop di CambioTesta: il giorno dopo










Ci tendo a ringraziare pubblicamente il gruppo che ieri mi ha dato fiducia ascoltandomi per ore.
Dire che sono emotivamente gongolante è poco.
Emotivamente gongolante perchè ho incontrato veramente delle belle persone. E poter dare un volto finalmente ad alcuni "amici virtuali" è una bella sensazione.
Professionalmente ho dato tutto?
Questa è la domanda che sempre mi pongo.
Ho dato tutto quello che potevo, ma non tutto quello che avrei voluto dare.
Sembra tantissimo un'intera giornata. Ed invece è volata via senza che neppure me ne rendessi conto, e probabilmente anche per loro.
Mi riprometto quindi di riprendere punto per punto quello che abbiamo affontato durante il Workshop e per email, rafforzarlo e puntualizzarlo.
L'intenzione ambiziosa è di riuscire a dare a loro la stessa carica che sono riuscita a dare a chi ho seguito personalmente con incontri individuali.
Ci siamo lasciati con un impegno preso individualmente. L'impegno di raggiungere entro un mese il primo mini obiettivo.
Mi sono messa in gioco anche io. E la sensazione è proprio piacevole.
Chi non ha potuto, non è comunque escluso da tutto questo.
Gli spunti di lavoro e impegno che il gruppo mi regalerà, saranno linfa vitale per questo piccolo blog.
Grazie a tutti, grazie di cuore.
Enrica
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sabato 30 gennaio 2010

Il Vero Cambiamento per Dimagrire (3)



Abbiamo detto che Watzlawick per meglio far comprendere la differenza fra cambiamenti di tipo 1 (quelli che non ti permettono di fare un salto di livello) e cambiamenti di tipo 2 (quelli che ti permettono di fare un salto di livell0), fa l'esempio dell'incubo.

Ma per rendere maggiormente comprensibile questo concetto fa anche un'altro esempio, che a me piace molto e che trovo perfettamente calzante con quello che è il nostro problema: Dimagrire.

"Un'altra analogia utile ce la offre un'automobile provvista di un normale cambio delle marce. Si può modificare la prestazione del motore in due modi assai diversi: con l'accelleratore oppure cambiando marcia. Se si forza un poco questa analogia, si può sostenere che in ogni marcia l'automobile ha un certo ambito di "comportamenti" (cioè sviluppa una potenza che consente alla macchina di fare una salita, di acquistare una maggiore velocità, ecc.). Dentro questo ambito (cioè questa classe di cambiamenti), l'uso appropiato dell'accelleratore provocherà il cambiamento desiderato, cioè il rendimento richiesto alla macchina. Ma se questo rendimento cade al di fuori di tale ambito, il conducente deve cambiare marcia per ottenere il cambiamento desiderato. Cambiare marcia è quindi un atto di tipo logico superiore a quello di premere l'accelleratore" (Change pag 25-26).

In altre parole, se abbiamo messo la 1° marcia, all'inizio, per permettere alla macchina di muoversi, dovremo accelerare un po', ma se poi vogliamo che la macchina renda al massimo, dovremo cambiare marcia, una prima volta, una seconda volta, fino a mettere anche la 5° marcia, se la nostra ne è provvista. Ogni volta che cambiamo marcia possiamo accellerare o decellerare. A volte per raggiungere l'obiettevo sarà utile fermarsi. A volte potrebbe essere necessario anche fare marcia indietro.

Avremo bisogno quindi di fare sia dei cambiamenti di tipo 1, ma soprattutto dovremo essere mollto elastici nel fare dei cambiamenti di tipo 2

Riportiamo questo esempio nella vita reale.

Voglio dimagrire 20 kg

Il mio obiettivo è:

  • Diventare magra

  • Sentirmi a mio agio

  • Avere un buon rapporto con il cibo

  • Sentirmi libera di mangiare un gelato senza sensi di colpa

  • Insomma Diventare una Magra Naturale


Metto la 1° marcia e comincio a fare una dieta di 1200 calorie.
Mi hanno detto che dovrò farla per almeno 8 mesi.

Che probabilità ho, non di dimagrire, ma di raggiungere il mio vero obiettivo, quello di Diventare una Magra Naturale?

E soprattutto che probabilità ho di effettuare un viaggio così lungo utilizzando solo la 1° marcia?

E se ho a disposizione la 1° marcia che probabilità ho di cavarmela quando incontrerò situazioni dove sarebbe utile cambiare marcia?

E se incontrassi una situazione in cui sarebbe utile fare marcia indietro? Che faccio?

Enrica

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giovedì 28 gennaio 2010

Il Vero Cambiamento per Dimagrire (2)


Scrive ancora Watzlawick (sempre in Change - Edizioni Astrolabio - 1974):
"Mentre su un piano strettamente teorico è abbastanza facile distinguere il cambiamento1 dal cambiamento2, non lo è affatto quando si tratta di situazioni della vita reale. Capita infatti facilmente di non prestare la dovuta attenzione a questa fondamentale distinzione e di confondere i due libelli di cambiamento; di conseguenza può accadere che in situazioni difficili si applichino "soluzioni" che non solo non provocano il cambiamento desiderato, ma anzi formano il problema che con la loro applicazione si vorrebbe risolvere."
La frase che ho segnalato in grassetto è il nocciolo della questione.

Quando abbiamo una difficoltà ed applichiamo ripetutamente una soluzione che pensiamo sia quella giusta (o una soluzione che è l'unica che ci viene spontaneamente), non facciamo altro che trasformare quella difficoltà in un vero e proprio problema.
Nel Blog, sono già riportati degli esempi.
Ne rimetto in evidenza due. Uno è una sorta di indovinello e lo ritrovate qui:
ed un'altro è una sorta di autonalisi personale e la ritrovate qui
Nel primo esempio si riesce a trovare la soluzione, solo se si fa un salto di livello. Invece di cercare la miriade di combinazioni all'interno di quello che immaginiamo come un quadrato, dobbiamo cancellare il quadro dalla nostra testa (fare un salto di livello). Solo così è possibile trovare la soluzione.
Nel secondo esempio è evidente che fino a quando ho cercato quella che a me sembrava la soluzione giusta (lavorare sulla rabbia) non ho fatto altro che alimentare la mia rabbia. O meglio, controllavo la mia rabbia, ma non avevo fatto un salto di qualità. Rimanevo un'arrabbiata controllata :-).
Solo quando ho fatto un salto di livello, ho smesso di tentare di "gestire", "ridurre", "tamponare" la mia rabbia e mi sono accupata di un'altra emozione (il piacere) ho ritrovato il gusto di non sentirmi un'arrabbiata controllata, ma solo una donna che ogni tanto reagisce con rabbia a qualcosa, ma che comunque non dimentica i piaceri della vita. Anzi, cerca di farne, nonostante il caos di questo periodo, un punto fermo da non dimenticare di coltivare.
Enrica
(continua)
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DiMagraMente: Informazioni utili

Caro lettore, se sei nuovo, fermati un secondo e leggi qui.
Sono un medico, in questo blog ci sono anche informazioni mediche, ma mai mi sostituirò al tuo medico di fiducia.
Se anche tu vuoi dimagrire, ma sei affetto da un DCA, potresti trovare conforto in questo Blog, ma è importante che tu ti faccia aiutare personalmente da uno specialista. Un Blog non può sostituire chi ha la competenza e l'esperienza necessarie per affrontare un disturbo così importante.